Colf e Badanti

Puoi rivolgerti alla sede del Caaf FABI di Perugia e Terni per le informazioni, la consulenza e la gestione degli adempimenti che riguardano gli Iscritti e loro familiari che necessitano di assumere personale come Colf, Badanti o Baby Sitter.
L'obiettivo è quello di assistere dette persone nel rispetto delle norme e tutelando i diritti sia dei nostri Iscritti(datore di lavoro) che del lavoratore da assumere.

È importante regolarizzare questi rapporti di assunzione che mettono in regola sia il datore di lavoro che il lavoratore tutelandone oneri e vantaggi.
Instaurare un rapporto di lavoro prevede una serie di adempimenti non facili, ma necessari, per garantire la giusta gestione contrattuale:
  • Stipula del contratto a norma CCNL del lavoro Domestico
  • Rettifiche contrattuali in corso di rapporto di lavoro
  • Elaborazione dei prospetti paga mensili
  • Calcolo della tredicesima
  • Elaborazione modello CUD
  • Compilazione MAV INPS per il versamento dei contributi previdenziali
  • Tenuta dei conteggi di ferie, malattia, maternità, infortunio
  • Calcolo del TRF e della liquidazione
  • Assistenza per la documentazione necessaria a beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per il datore di lavoro
  • Assistenza per la regolarizzazione del rapporto di lavoro per cittadini extracomunitari
  • Per i cittadini Extracomunitari, dichiarazione di ospitalità da consegnare in comune/questura
Affidandovi al nostro Caaf Fabi avrete la sicurezza di ricevere l’assistenza necessaria per la gestione del rapporto di lavoro di colf, assistenti familiari, baby sitter e governanti che copre tutti gli aspetti amministrativi.
Grazie ai nostri servizi, il datore di lavoro riceve l’assistenza necessaria per beneficiare delle agevolazioni fiscali previste garantendo inoltre al lavoratore il rispetto di tutti i diritti e tutele.

Rischi e sanzioni: La Direzione generale per l'attività ispettiva del Ministero del lavoro, in ordine all'impiego di lavoratori domestici in nero, ha stabilito una serie di sanzioni, amministrative e civili.

Cosa succede se...

  • Non si comunica l'assunzione o cessazione all'Inps: Il datore di lavoro ha l'obbligo di comunicare all'Inps l'assunzione e anche l'eventuale trasformazione o cessazione del rapporto di lavoro. Se il datore di lavoro omette o ritarda la comunicazione obbligatoria all'Inps, deve pagare una sanzione amministrativa al Centro per l'Impiego che va da 200 a 500 euro per ogni lavoratore.
  • Non si iscrive il lavoratore all'Inps: Inviando la comunicazione all'INPS all'atto dell'assunzione, il lavoratore viene iscritto all'ente previdenziale. Se il datore di lavoro non invia la comunicazione obbligatoria di assunzione, il lavoratore non viene iscritto. In questo caso, la Direzione Provinciale del Lavoro può applicare al datore di lavoro una sanzione che va da 1.500 euro a 12.000 euro per ciascun lavoratore "in nero", maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili previste contro il lavoro nero.
  • Non si pagano i contributi: Nel caso di "lavoro nero" (lavoratore assunto senza Comunicazione e senza iscrizione all'Inps) la legge prevede che, per l'omesso pagamento dei contributi di ogni lavoratore, il datore di lavoro debba pagare le sanzioni civili al tasso del 30% in base annua calcolate sull'importo dei contributi evasi con un massimo del 60% ed un minimo di 3.000 euro, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. Quindi, anche per una sola giornata di lavoro "in nero", il datore di lavoro può essere punito con la sanzione minima applicabile di 3.000 euro.
    Questa sanzione civile è cumulabile con le sanzioni amministrative per la mancata comunicazione e per la mancata iscrizione all'Inps nei termini stabiliti.
  • Si pagano i contributi in ritardo: Il versamento tardivo dei contributi comporta per legge l'applicazione al datore di lavoro di sanzioni pecuniarie da parte dell'Inps, al tasso vigente alla data di pagamento o di calcolo (attualmente pari al 6,50% in base annua) e per un massimo del 40% sull'importo dovuto nel trimestre o sulla cifra residua da pagare. Questo tasso di interesse si applica a condizione che il datore di lavoro effettui spontaneamente il versamento entro i 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi, prima di contestazioni o richieste da parte di Inps, Inail e Ispettorato del lavoro. Se questo termine non viene rispettato si ricade nel caso dell'evasione contributiva, sanzionata con un'aliquota del 30% in base annua sull'importo evaso nel trimestre.
  • Il lavoratore non ha il permesso di soggiorno: A queste sanzioni si aggiungerà l'arresto da tre mesi ad un anno e l'ammenda di 5000 euro per ogni lavoratore impiegato.

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